Piccola esegesi - Santa Maria della Neve

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La Parola di Dio > Apocalisse
Piccola esegesi dell’Apocalisse di San Giovanni
Un piccolo schema:
una divisione del libro è suggerita dal libro stesso: Apoc. 1,19: “Metti per iscritto le tue visoni…”.

- le prime (cose presenti), formano la prima parte: sono le 7 Lettere alle Chiese (Apoc. 2-3);
- le seconde (cose future), formano l’oggetto della seconda parte: sono le visioni dell’autore;
- il tutto preceduto da un prologo (1,1-8), e chiuso da un epilogo (22,6-21).

Prologo: 1,1-8: - L’autore enuncia l’argomento del libro, ne indica l’origine e lo scopo, saluta i destinatari e innalza a Cristo Redentore e a Dio, una bellissima dossologia (formula di preghiera per lodare Dio.

1,19-20: - visione inaugurale che introduce Giovanni, esiliato a Patmos, nel mondo soprannaturale dei grandi estatici e veggenti.
Contempla la figura imponente e misteriosa del Figlio dell’uomo, dotato di attributi sacerdotali, regali e divini, posto fra 7 candelabri d’oro (le sette Chiese), con 7 stelle nella mano destra (gli Angeli delle sette Chiese) e splendente come il solo del meriggio.

Capitoli 2-3.

Viene descritta la situazione presente in 7 piccole lettere.

2,1-7: - lettera all’angelo della Chiesa di Efeso, che viene lodato per la sua pazienza, costanza e avversione contro i nicolaiti (membri di una setta gnostica (la conoscenza…) nelle comunità cristiane di Efeso. Un movimento religioso. La conoscenza viene ottenuta per intuizione, profetismo, magia, visioni. Il mondo è persimistico. La retta conoscenza porterà l’uomo a uscire da questo mondo: diventerà immortale.) , ma è pure ripreso e minacciato per l’abbandono della carità iniziale.
Se tornerà e farà penitenza, otterrà come premio il frutto del Paradiso.
(secondo alcuni esegeti, l’Angelo delle Chiese è simbolo della loro comunità. Altri vi scorgono la figura del loro vescovo (presbitero), rappresentante e capo delle stesse comunità).

2,8-11: l’Angelo della Chiesa di Smirne è ricco spiritualmente: perseveri nelle lotte e nelle tribolazioni, e avrà in premio la corona della vita, essendo sfuggito alla morte seconda.

2,12-17: Pergamo: ha conservato la fede, ma non ha eliminato gli eretici. Di questo faccia penitenza se vuol partecipare al premio della manna nascosta e di un nome nuovo.

2,18-28: viene lodato l’Angelo di Tiatira per le sue opere virtuose, ma è anche ripreso per la sua tolleranza dell’eresia, qui rappresentata nella pseudo profetessa Iezabel, prossima al castigo divino.
I fedeli perseveranti e vittoriosi otterranno in premio una verga di ferro (potere sulle nazioni) e la stella mattutina (figura di Cristo).

3,1-6: una severa lettera di rimprovero e di minacce è inviata all’Angelo della Chiesa di Sardi, spiritualmente morto e trascurato nel suo dovere di vigilanza. Tuttavia non mancano a Sardi cristiani buoni e coraggiosi, per i quali vale la promessa del premio rimuneratore, cioè, vesti candide e un nome glorioso.

3,7-13: tutto l’opposto è l’Angelo della Chiesa di Filadelfia che riceve una missiva di lode, di incoraggiamento e di promesse per la sua fedeltà.
Vincendo diventerà una colonna del Tempio Divino e verrà segnata col nome di Dio stesso e della Nuova Gerusalemme.

3,14-22: la settima e ultima lettera è indirizzata a Laodicea, il cui angelo è spiritualmente tiepido, povero, cieco e muto. Tuttavia la tenerezza del Signore lo esorta alla penitenza e aspetta di entrare da lui e da chiunque gli aprirà la porta, per cenere insieme. Chi vincerà, salirà sul trono di Cristo, che è il trono di Dio Padre.


 
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