Le visioni nell'Apocalisse - Santa Maria della Neve

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Le visioni nell’Apocalisse
Apocalisse 4,1-11:

1. Profeti dell’Antico Testamento: iniziarono la loro vocazione profetica mediante visioni: Ezechiele 1,1ss; Daniele 7,1.

Gli antichi distinguevano tre cieli:
1. il cielo aereo: sede dell’aria< e delle nubi;
2. il cielo sidereo: sede dei luminari maggiori, le stelle e gli stri;
3. il cielo empireo: “cielo dei cieli”, cioè, “altissimo”, abitazione di Dio, di Cristo, degli Angeli, dei Beati.

Per “entrare” in cielo, bisognava attraversare una porta per la quale passa Giovanni.

2. “Subito fui rapito”: = “un tratto andai in estasi”.
L’estasi visione è un carisma soprannaturale e misterioso.
S. Paolo si confessa incapace di parlare delle sue visioni e rivelazioni divine (2Corinti 12,1-4).

2a. “Ed ecco, c’era un trono…”, una visione di grande maestà. Visione di sovranità, della pienezza del dominio assoluto di Dio.
Chi siede sul trono non viene mai nominato: Apoc. 3,21; 4,5; 5,11.13; 7,10°.15.

3. Giovanni non lo descrive, ne dice se aveva sembianze umane, evitando così ogni antropomorfismo.
- diaspro: gemma bianchissima, simbolo della maestà divina;
- sardonio o corniola: gemma rosso sangue, traslucida, simbolo della giustizia divina;
- arcobaleno: (tendente allo smeraldo): simbolo della misericordia divina;
- lampi, voci, tuoni: simboli dell’onnipotenza di Dio;
- mare vitreo: le “acque superiori” della cosmogonia mosaica: Genesi 1,7 = immensità di Dio;
- cristallo: l’infinita semplicità divina.

4. 24 seggi – 24 vegliardi: santità, potenza regale.
vesti candide, corone d’oro: chi vi scorge delle gerarchie celesti, chi una raffigurazione simbolica
della Chiesa ideale (12 Patriarchi, 12 Apostoli)- sacerdozio (24 classi).

5. “sette lampade di fuoco, che sono i sette spiriti di Dio”: (1,4). Si pensa ai sette doni dello Spirito, ma guardando ai Padri greci, vi si scorge i sette Angeli a faccia a faccia con Dio, della tradizione giudaica; i più elevati nella gerarchia celeste sempre pronti al comando di Dio (Tobia 12,14ss).

6. “4 viventi”: quattro Angeli che esercitano il loro potere sul mondo fisico (5,11); quattro esseri misteriosi che raffigurano i quattro elementi cosmici; oppure simboleggiano la totalità dell’universo.

7. “6 ali”: immagine della loro velocità obbediente ai voleri di Dio; i loro occhi: sapienza infinita e della vigilanza al servizio del Signore.

La vita del paradiso alla coorte di Dio è interminabile (giorno e notte) e nella continua liturgia di glorificazione di Dio. E’ vita di adorazione, di ringraziamento, di riconoscenza. La liturgia terrestre della Chiesa è una eco, la creazione di una unione con la liturgia celeste.

Visione di Cristo: Apoc. 1,9-18.

Il personaggio è di una imponenza impressionante.
Cristo non ‘ esplicitamente nominato.
“Simile a un uomo”, quel ”simile” è un richiamo a cose inesprimibili.
Il suo ornamento, il suo aspetto e il suo nome sono di forte tinta apocalittica e pieno di simbolismi.

Seconda visione di Cristo: Apoc. 19.11-16.

E’ una visione grandiosa, una delle più imponenti.
L’immagine di Cristo sbalza terribile nell’attività di condottiero, di combattente, di trionfatore, nella vastità del suo dominio.

Visione dell’Agnello e del suo corteo: Apoc. 5,6-14.

E’ la visione centrale di tutta l’Apocalisse: da qui fino al termine del libro la figura dell’Agnello ritornerà circa trenta volte. Tutto si muoverà attorno a Lui.

Perché l’Agnello?:

1. statura mistica, storica e teologica di Giovanni.
2. primo incontro con Cristo (Giovanni 1,36), è Giovanni Battista che lo indica come Agnello.
primo titolo messianico pubblico.
3. Giovanni comprenderà l’unione tra l’agnello pasquale degli Ebrei (Esodo 12), e l’Agnello immolato sulla croce (Giovanni 19,36).
Il testimone del sacrificio sulla croce diventa nell’Apocalisse il testimone della gloria.

 
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