Le cose che dovranno accadere - Santa Maria della Neve

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

La Parola di Dio > Apocalisse
Le cose che dovranno accadere (le cose future).
capitoli 4,1 – 22,5.

Le cinque sezioni che la compongono sono precedute da una visione:

cc. 4-5: visione inaugurale, composta da due quadri, che si chiudono con una liturgia.

4,1-8a: per una “porta” aperta nel cielo (empireo, sede di Dio e dei Santi), l’autore sale in spirito per contemplare Dio, assiso su un trono, santo, giusto, misericordioso, circondato da 24 anziani e da 4 viventi (animali), i quali giorno e notte:
- 4,8b-11: lodano e onorano Dio con magnifica dossologia (formula di preghiera);
-
- 5,1-7: il sedente sul trono tiene nella destra un “libro” sigillato che nessuno può aprire e sa aprire. Soltanto l’Agnello (Cristo) ne è capace e degno, meritandosi per questo
-
- 5,8-14: una splendida dossologia corale da parte dei quattro viventi, dei 24 anziani, di una moltitudine di Angeli e di tutte le creature.

Prima sezione: I SETTE SIGILLI: capitoli 6,1-8,1.

6,1-8: all’apertura dei primi quattro sigilli escono quattro cavalieri su cavalli bianco, rosso, nero, pallido (verdastro), e con incarichi diversi.

6,9-11: alla rottura del quinto sigillo le anime dei martiri chiedono a Dio la vendetta del loro sangue.

6,12-16: e alla rottura del sesto sigillo accadono segni terribili in cielo e in terra.

7,1-17: seguono visioni di ‘intervallo’ durante le quali il veggente apprende che la moltitudine sterminata dei “segnati” (144000), o eletti sono protetti da Dio sulla terra e poi assunti al cielo per benedire e servire Dio e l’Agnello, in una felicità eterna esente da ogni dolore.

8,1: è aperto il settimo e ultimo sigillo a cui segue un solenne silenzio in cielo.

8,2-5: viene preannunciato il seguente settenario delle sette trombe, l’autore assiste ad una liturgia compiuta da un Angelo con un turibolo d’oro.

Seconda sezione: LE SETTE TROMBE: capitoli 8,6-11,14.

8,6-12: le trombe sono suonate da sette Angeli in ordine successivo. Dopo il suono della prime quattro trombe, accadono cataclismi spaventosi: grandine, fuoco, sangue, un monte in fiamme, un’enorme stella cadente e ardente come fiaccola, l’oscuramento parziale degli astri.

8,13: dopo che un’aquila ha preannunciato i tremendi guai che seguiranno al suono delle ultime tre trombe

9,1-12: rimbomba il suono della tromba del quinto Angelo e dal cielo cade una stella, la quale apre la voragine dell’abisso che vomita fumo e cavallette dannosissime, dall’aspetto terrificante, guidate dall’Angelo dell’abisso.

9,13-21: appena il sesto Angelo ha suonato la sua tromba, compare un esercito numerosissimo e orribile che uccide la terza parte degli uomini, senza che tale strage induca e superstiti a penitenza.

10,1-11,14: due visioni di intervallo:

- 10,1-11: un Angelo splendente proibisce al veggente di descrivere i suoni dei tuoni, preannuncia la fine dei tempi e ordina a Giovanni di divorare un misterioso “libretto”.

- 11,1-14: i “due testimoni” di Dio. I gentili calpesteranno l’atrio del Tempio e la Città Santa. Due testimoni fedelissimi al loro ufficio e potenti in opere, cadranno vittime della Bestia, uscita dall’abisso, fra il tripudio dei popoli. Ma Dio li risusciterà dopo tre giorni e li porterà in cielo.

11,15-18: liturgia celeste che inizia dopo il suono della settima tromba. Potenti voci celesti inneggiano alla vittoria di Dio e di Cristo, mentre i 24 anziani odorano e rendono grazie all’Onnipotente.

11,19: la visione dell’Arca del Testamento, contemplata nel Tempio celeste di Dio, introduce un altro settenario
- (i sette elementi di questo settenario sono esplicitamente numerati, ma si ammettono perché sono delimitati tra due liturgie, come i precedenti).

Terza sezione: I SETTE SEGNI: capitoli 12,1-15,1.

12,1-18: primo segno: (grande): una “Donna” luminosa (sole, luna, stelle), sta per diventare Madre del Messia, ma il Dragone, (il serpente antico, satana, il demonio, il seduttore), attende di divorare il neonato, che Dio però gli sottrae portandolo sul suo trono.
L’angelo Michele vince il Dragone e, fra l’applauso di tutto il cielo, lo precipita dall’empireo sulla terra, dove lo sconfitto incomincia a perseguitare la Donna e i suoi discendenti.

13,1-10: secondo segno: una “Bestia” proveniente dal mare, dall’aspetto terrificante, viene ad affiancarsi all’opera del Dragone che le comunica il proprio potere, perfino taumaturgico, cosicché gli uomini adorano quella Bestia, blasfema di Dio e persecutrice dei Santi, i quali tuttavia vinceranno con la pazienza e con la fede.

13,11-18: terzo segno: una seconda “Bestia” (= il falso profeta), uscente dalla terra cerca di indurre gli abitanti terrestri ad odorare l’immagine della prima Bestia e ad imprimersi sulla mano destra e sulla fronte il marchio della medesima. Il numero che danno alle lettere del nome di questa seconda Bestia, assommate, è 666:

14,1-5: quarto segno: sul monte Sion sta l’Agnello, in opposizione alla prima Bestia e ai suoi ‘adoratori’: è seguito da 144000 eletti, immacolati, e segnati in fronte col nome del Padre, i quali innalzano in cielo un cantico nuovo.

14,6-13: quinto segno: “tre Angeli” proclamano il giudizio: uno annuncia l’ora del giudizio (o fine della lotta), il secondo proclama la caduta di Babilonia (paganesimo), e il terzo predice la sconfitta della prima Bestia, il castigo di lei e dei suoi adoratori, mentre i Santi fedeli otterranno il riposo acquistato con le loro opere.

14,14-20: sesto segno: la “mietitura” o giudizio finale, annunciato in anticipo: con acuta falce il Figlio dell’Uomo coglie la messe pronta, mentre un Angelo vendemmia l’uva matura e un altro miete, vendemmia e getta i malvagi nel gran tino del furore di Dio.

15,1: settimo segno: Gli “Angeli delle sette coppe” contenenti l’ira di Dio presentano il seguente settenario che avrà luogo dopo la liturgia.

15,2-4: liturgia compiuta sul mare di vetro (cielo) dai vincitori della prima Bestia, coi cantici di Mosè e dell’Agnello, eseguiti su arpi divine.

Quarta sezione. LE SETTE COPPE: capitoli 15,5-16,21.

15,5-16,1: dal Tempio celeste escono sette Angeli vestiti di bianco che ricevono da uno dei viventi sette coppe d’oro e l’ordine di rovesciarne sulla terra il contenuto, che è il furore di Dio:

16,2: la prima coppa versa un’ulcera maligna sui seguaci e adoratori della Bestia;

16,3: la seconda coppa muta in sangue l’acqua del mare, smorzandone la vita;

16,4-7: la terza coppa produce lo stesso mutamento nella acque dolci: giustizia divina per coloro che hanno versato il sangue dei Santi e dei Profeti;

16,8-9: la quarta coppa, versata sul sole, ne fa aumentare talmente il calore che brucia gli uomini, i quali purtroppo non si convertono;

16,10-11: la quinta coppa flagella il trono della Bestia e ne oscura il regno, ma gli uomini colpiti bestemmiano Dio e non fanno penitenza;

16,12-16: la sesta coppa s’abbatte sul grande fiume Eufrate, asciugandone le acque. Il Dragone e le due Bestie vomitano tre spiriti diabolici, sotto forma di rana e dotati di potere taumaturgico onde indurre i re della terra a lottare contro Dio.
Ma Cristo promette il suo arrivo inatteso. Nel frattempo occorre vigilare.

16,17-21: la settima coppa fa scoppiare un immane cataclisma: folgori, tuoni, terremoti, grandine, colpiranno le città dei gentili e la grande Babilonia, la cui fine è imminente.

cc. 17-18: la grande visione di “intervallo”: la distruzione della grande Babilonia.

17.1-6: figura della grande meretrice. Un Angelo delle coppe trasporta Giovanni nello Spirito, nel deserto, dove l’estatico “vede” una donna seduta su una “bestia” scarlatta, abbigliatissima e dedita alla sua attività di abominevole corruttrice.
Porta scritto sulla fronte: “mistero, grande Babilonia” ed è ebbra del sangue dei Santi-Martiri.

17,7-18: allo sbalordito contemplativo l’Angelo spiega il mistero della donna e della Bestia. La donna è Babilonia, incarnazione della potenza idolatra, nemica di Dio, secondo la predicazione profetica.

(Al tempo dell’Apocalisse giudei e cristiani applicarono alla città di Roma, il nome di Babilonia, poiché la capitale dell’impero romano attuava in sé, e forse ancor più, il simbolismo della città ostile a Dio e al cristianesimo.).

La Bestia o fiera è l’anticristo.
Le sette teste della Bestia e le dieci corna sono simbolo di altrettanti re, come lo è la Bestia stessa.
Questa e le dieci corna distruggeranno Babilonia (v. 16), combatteranno anche contro l’Agnello, che però li vincerà, essendo Signore dei signori e Re dei re (v. 14).

18,1-18: si ode la proclamazione della rovina della città, fatta da un Angelo potente e glorioso: “E’ caduta, è caduta la grande Babilonia” (v. 2), diventate abitazione dei demoni e centro d’ogni corruzione.
Il popolo di Dio, ammonisce una voce dal cielo si affretti a lasciare la città che sta per essere terribilmente colpita da Dio.

18,19-20: i suoi amici, re mercanti e gente di mare, che hanno peccato con lei, faranno grande cordoglio.
Esulteranno invece i Santi, gli Apostoli, i Profeti.

18.21-24: la distruzione della grande città sarà totale ed essa precipiterà nel più assoluto silenzio per tutti i delitti compiuti.
19,1-10: grande liturgia. Dopo il giusto e tremendo giudizio di Dio contro la grande meretrice, erompe nel cielo l’”Alleluja” di una corale poderosa: turbe di innumerevoli eletti, i 24 anziani, i 4 viventi e tutta la coorte celeste rendono gloria all’onnipotenza di Dio e alle imminenti nozze dell’Agnello.
Beati i partecipanti a queste nozze (v. 9-10).

Quinta sezione: LA VITTORIA DEL VERBO DI DIO: capitoli 19,11-22,5. (presentata in sette visioni)

19,11-16: il cavallo bianco, montato dal fedele e verace, da colui che si chiama il “Verbo di Dio” (v. 13), con un aspetto di fuoco e con diadema regale, dominatore e vincitore di tutte le nazioni, Re dei re, attorniato dagli eserciti del cielo in veste candida e preziosa.

19,17-18: un Angelo, posto nel sole, invita gli uccelli alla grande cena preparata da Dio.

19,19-21: guerra tra l’esercito della Bestia e l’esercito del Verbo. La Bestia e il suo pseudo-profeta, sconfitti, sono gettati vivi nello stagno di fuoco, e i loro seguaci, trucidati, diventano pasto degli uccelli.

20,1-6: il Dragone (satana), viene incatenato da un Angelo, che lo getta e lo chiude nell’abisso per mille anni.
Durante questo periodo i giusti risorgono (“questa è la prima risurrezione” v. 5), e regnano con Cristo.

20,7-10: Satana esce dal suo carcere e raduna uno sterminato esercito di seguaci per un ultimo disperato assalto all’accampamento dei Santi e alla città diletta. Un fuoco dal cielo li divora e il demonio è sprofondato nello stagno di fuoco e di zolfo, in eterno.

20,11-15: segue il giudizio finale compiuto dal Giudice divino, che pronuncia la sentenza secondo le opere di ciascuno: o vengono iscritti nel libro della vita, oppure, gettati nello stagno di fuoco.

21,1-22,5: visione della Nuova Gerusalemme:

21,1: incomincia una nuova era, quella di Dio, con “cieli e terra nuovi”, nella

21,2-4: “Nuova Gerusalemme”, la Città Santa, sposa dell’Agnello, Tabernacolo di Dio con gli uomini, popolo di Dio.

21,5-8: Cristo riconferma il rinnovamento di tutte le cose e la giusta mercede ad ognuno.

21,9-22-5: uno degli Angeli delle coppe mostra all’esiliato di Patmos, molti particolari della città: la luminosità, la struttura, la preziosità, lo splendore divino che la riempie, i beati che l’abiteranno, il fiume dell’acqua della vita, e il legno della vita, la sede di Dio e dell’Agnello, la visione beatifica di Dio.

EPILOGO: capitoli 22,6-21

L’origine divina e la veridicità del Libro vengono confermate:

- da un Angelo (v. 6): Beato chi osserverà (queste) parole” (v. 7);

- da Cristo stesso, che è l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine (v. 13), radice e stirpe di Davide, stella splendida e mattutina (v. 16);

- da Giovanni, fedelissimo trasmettitore del messaggio divino e che anela ed esclama a Cristo sposo: “Vieni, Signore Gesù” (v.20).
L’augurio cristiano della grazia di Cristo a tutti i destinatari chiude il libro: “Amen” (v. 21).

 
Torna ai contenuti | Torna al menu