I tre Giovanni - Santa Maria della Neve

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La Parola di Dio > Apocalisse
Tre Giovanni?

L’autore dell’Apocalisse dice di chiamarsi Giovanni (Apoc. 1,1), senza aggiungere altre notizia a questa.
Il libro dunque non dice di essere stato scritto dall’Apostolo Giovanni o dall’autore del quarto Vangelo.
Tuttavia nella tradizione ecclesiastica, malgrado alcuni tentennamenti, si è sempre ritenuto fino ai nostri giorni che l’autore dell’Apocalisse e l’apostolo Giovanni fossero la stessa persona.
Questi in età adulta avrebbe avuto delle visioni profetiche nell’isola di Patmos, visioni da lui poi riportate in età avanzata nell’Apocalisse. In effetti la figura di Cristo riportataci da quest’opera e quella del Vangelo di Giovanni non sono simili.
L’Apocalisse fa anche chiaro riferimento all’Asia Minore, dove, secondo un’antica tradizione sembra che l’Apostolo Giovanni sia vissuto fino alla fine del 1° secolo.
Tuttavia vi sono anche notevoli differenze tra il Vangelo e l’Apocalisse.
Il Vangelo è scritto in lingua greca non molto corretta. I concetti e lo stile del Vangelo sono astratti e dottrinali; l’apocalisse trabocca di immagini e visioni. In quest’ultima opera non compaiono concetti tipici del Vangelo, come per esempio le coppie di antitesi: luce-tenebre, vita-morte, amore-odio, verità-menzogna.
Il Vangelo cita solo raramente l’Antico testamento, l’Apocalisse invece non è neppure concepibile senza il linguaggio dell’Antico Testamento.
E’ importante anche la differenza esistente tra le due opere nel modo di intendere la fine dei tempi. Nel Vangelo di Giovanni la fine dei tempi appare già presente: è già realizzata nella fede. Nell’Apocalisse invece la fine dei tempi si presenta come evento futuro.
A causa di queste e di altre differenze oggi parecchi studiosi suppongono che il Vangelo e l’Apocalisse debbano aver avuto autori diversi. Poiché forse neppure il Vangelo fu scritto dall’Apostolo. Noi avremmo dunque, senza considerare Giovanni Battista, tre importanti personaggi dei primi tempi del Cristianesimo che si chiamavano Giovanni:

- il discepolo di Gesù, quello che “Lui amava”;
- l’evangelista, autore del Vangelo (forse un seguace del discepolo);
- e l’autore dell’Apocalisse.

Alcuni eruditi (studiosi, ricercatori), pensano però che si tratti di una sola persona, non di tre.
Le più antiche testimonianze della tradizione sono per l’origine giovannea.
S. Giustino (151-155), rifacendosi a Giovanni, dice: “Uno dei nostri di nome Giovanni, uno degli apostoli di Cristo, in una rivelazione a lui accordata profetizzò che quelli che hanno creduto nel nostro Cristo dimoreranno per mille anni in Gerusalemme (Apoc. 20,4-6) e che in seguito avranno la risurrezione universale eterna e il giudizio”.
S. Ireneo (202), anch’egli riferendosi a Giovanni, dice: “… Giovanni, discepolo del Signore, nell’apocalisse, vedendo il Regno Sacerdotale e glorioso di Lui, …. Da anche una data di composizione.
Origene, attribuisce l’Apocalisse a Giovanni figlio di Zebedeo;
Tertulliano, all’Apostolo Giovanni.
Questi autori se riconoscono l’Apocalisse come libro ispirato è perché ne conoscono con certezza l’autore veggente, che è quasi loro contemporaneo. Non c’è allora motivo di cambiare o inventare un altro nome o un altro autore.
Perciò, non tre autori, ma un unico autore che visse con Gesù e ispirato dallo Spirito Santo scrisse l’Apocalisse.

 
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